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venerdì 28 ottobre 2011

La cena di Herman Koch


La cena è un libro di Herman Koch pubblicato da Neri Pozza.
La storia ambientata in Olanda, si svolge tutta durante una cena.
Quattro persone, due coppie benestanti di marito e moglie, si trovano a decidere del futuro dei loro figli; Michael e Rick, colpevoli di aver ucciso ‘per sbaglio’ una barbona, mentre si trovavano a ritirare i soldi 
ad un bancomat.
L’io narrate è Paul, padre di uno dei ragazzi, apparentemente una persona normale, legata da un sincero affetto alla moglie, genitore attento e in netto contrasto con il fratello Serge, padre del secondo ragazzo, uomo egocentrico e pieno di sé, interessato solo alla sua carriera politica.
Ma la realtà che viene fuori, pagina dopo pagina, è ben diversa.
La reazione dei genitori, pronti a fare qualsiasi cosa pur di proteggere i loro figli, spaventa e fa nascere molti interrogativi; ma soprattutto l’estrema leggerezza con cui decidono alla fine di mettere a tacere tutto, lascia veramente molto perplessi.

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 "Si potrebbe aggiungere che le famiglie infelici, e soprattutto le coppie infelici, non riescono mai a stare da sole. Più testimoni ci sono, meglio è. L’infelicità è costantemente alla ricerca di compagnia. L’infelicità non tollera il silenzio, specialmente quei silenzi imbarazzanti che calano quando si è soli".

lunedì 17 ottobre 2011

Qualcuno con cui correre

Qualcuno con cui correre di David Grossman, è, in assoluto, uno dei libri più profondi e toccanti che io abbia mai letto. 

Il libro racconta la storia di Assaf, un ragazzo di Gerusalemme, che per una serie di strane coincidenze, si mette alla ricerca di una sconosciuta coetanea.
Assaf, correndo per le strade della città, in compagnia di un intelligente labrador di nome Dinka, si ritroverà coinvolto in eventi più grandi di lui, conoscerà personaggi bizzarri e la sua tranquilla vita da adolescente verrà completamente sconvolta.

Non dimenticherò mai il coraggio e la determinazione della piccola Tamar, pronta a qualsiasi cosa pur di riuscire a salvare il fratello; la tenacia di Assaf nell’aiutare una sconosciuta amica e la grande fedeltà di Dinka; è lei che mette in moto tutto e guida i personaggi attraverso la storia, senza il suo aiuto niente sarebbe stato possibile.

-    Come diceva Teo? Non cercare di capire cose che non puoi.

-    Cosa credi? Che voglia stare sola? Ma sono fatta così, non riesco ad avvicinarmi veramente a nessuno. È un dato di fatto. È come se mi mancasse quella parte d'anima che si incastra negli altri, come nel Lego. Che ci unisce veramente a qualcun altro. Alla fine tutto cade a pezzi. Famiglia, amici. Non resta più niente

-         E quando vide la pagina in cui aveva scritto cento volte, come per castigo, la parola "anomala", gli venne voglia di cancellarla con una grande X e scriversi sopra "rara".

-         Quasi non si parlarono e Tamar pensò che non aveva mai incontrato nessuno con cui si sentiva tanto bene tacendo.

-         Probabilmente mi innamorerò sempre di qualcuno che ama qualcun altro. Perché? Così. Ho un talento particolare per le situazioni impossibili. Tutti hanno talento per qualcosa.

-         Tutto quello che doveva fare era non pensare in maniera logica, lasciarsi un pò prendere dalla follia

venerdì 14 ottobre 2011

Gli scoiattoli di Central Park sono tristi i lunedì


Ultimo libro della trilogia della scrittrice Katherine Pancol (Gli occhi gialli dei coccodrilli - Il valzer lento delle tartarughe). Romanzo brillante e ricco di personaggi ben caratterizzati, prima fra tutti la protagonista, l'insicura Josephine, che lotta continuamente contro se stessa per cambiare la sua vita. Finale forse un po' troppo sbrigativo e veloce.

- Il caso è Dio che gira in incognito.

- Zoè tu non sai che cosa significa "scrivere". Vuol dire dedicare tutte le proprie forze, tutto il proprio tempo e la propria attenzione a un'unica cosa. Pensarci in continuazione. Non essere interrotta, un solo secondo, da qualcosa d'altro. Non è semplicemente sentire l'ispirazione e buttare giù qualche appunto su un foglio, significa lavorare, lavorare, lavorare, seminare idee, aspettare che spuntino e raccoglierle solo quando sono pronte. NOn prima, altrimenti finisce che strappi la radice, non dopo perché sarebbero sfiorite. Bisogna essere attenti, ossessionati, maniacali... E' impossibile vivere per gli altri.

- Ci si burla delle persone che sognano, le sgridiamo, le fustighiamo, le riportiamo con i piedi per terra, diciamo loro che la vita è brutta, triste, che non c'è futuro, nessuno spazio per la speranza, dandole dei colpetti sulla testa perché imparino bene la lezione. Si inventano per loro necessità di cui non hanno bisogno, portandogli via tutti i soldi. Vengono tenute prigioniere. Rinchiuse a doppia mandata. Si impedisce loro di sognare, d'ingrandirsi, di rialzarsi... E tuttavia... Tuttavia.... Senza sogno non siamo che poveri esseri umani con braccia prive di forza, gambe che corrono inutilmente, una bocca che inghiotte aria, degli occhi vuoti. Il sogno è ciò che ci avvicina a Dio, alle stelle; è ciò che ci rende più grandi, più belli, unici al mondo... E'così piccolo un uomo senza sogni. Così piccolo, così inutile... Fa male vedere un uomo a cui resta solo il quotidiano, la realtà del quotidiano. E' come un albero senza foglie. Bisogna mettere le foglie sugli alberi. Incollarne tante perché sia un albero grande e bello. E tanto peggio se alcune cadono, ne rimetteremo altre. Ancora e ancora, senza scoraggiarsi... E' nel sogno che le anime respirano, che s'intrufola la grandezza dell'uomo. Oggi non si respira più, si soffoca. Il sogno è stato soppresso, come l'anima e il Cielo.

- Pasolini aveva ragione. I morti ci parlano in continuazione, siamo noi che non ci prendiamo il tempo per ascoltarli...

- Quando l'uomo avrà tagliato l'ultimo albero, inquinato l'ultima goccia d'acqua, ucciso l'ultimo animale e pescato l'ultimo pesce, allora si renderà conto che il denaro non è commestibile.